Philip Zimmermann

Nessun rimorso nell'aver sviluppato PGP

24 Sett 2001 - Per una versione firmata di questo annuncio clicca qui

Il venerdì 21 settembre il Washington Post ha riportato un articolo di Ariana Cha che penso travisi le mie visioni sul ruolo del software di codicazione PGP negli attacchi terroristici del 11 settembre. Ella mi ha intervistato il lunedì 17 settembre e abbiamo parlato su come mi sia sentito sulla possibilità che i terroristi abbiano potuto usare il PGP nel pianificare il loro attacco. L’articolo dichiara che come inventore del PGP, ero “sopraffatto dai sentimenti di colpevolezza”. Non ho mai fatto sottointendere ciò in questa intervista, e specificamente le ho puntualizzato che non era il caso, e le ho fatto ripetere questo punto in modo tale che lei non si sbagliasse nell'articolo. Questo travisamento è serio, perché ciò implica che sotto la durezza del terrorismo avrei compromesso i miei principi sull’importanza della crittografia per proteggere la privacy e le libertà civili nell’era dell’informazione.

A causa della suscettibilità politica delle mie visioni, la signora Cha mi ha letto gran parte dell'articolo per telefono prima che lo sottomettesse ai propri editori, e l'articolo non conteneva tali affermazioni o implicazioni quando me lo lesse. Questo articolo che è apparso nel Post era significativamente più breve dell’originale, ed aveva il sopracitato cambiamento cruciale nella sua formulazione. Posso soltanto speculare sui suoi editori che devono essersi presi qualche inappropriata libertà nell’abbreviare i miei sentimenti per tale articolo innacurato.

In questa intervista sei giorni dopo l’attacco, abbiamo parlato riguardo il fatto che abbia pianto su una tragedia straziante, come tutti hanno fatto. Ma le lacrime non erano legate alla colpevolezza di aver sviluppato PGP ma per la tragedia umana in sé. Le ho anche parlato di alcune lettere di odio che ho ricevuto e che mi accusavano di aver creato una tecnologia che poteva essere stata usata dai terroristi. Le ho detto che mi sono sentito male nel pensare alla possibilità che i terroristi utilizzino il PGP, ma ho anche avvertito che ciò era controbilanciato dal fatto che PGP era uno strumento per i diritti umani nel mondo, e ciò corrispondeva al mio intento originale durante il suo sviluppo, 10 anni prima. Sembra che questo modo di pensare sia stato dimenticato da qualcuno al Washington Post. Immagino che ciò sia dovuto al fatto che lo staff del giornale si sia portato al massimo dei propri limiti la scorsa settimana.

In questi momenti emozionanti, noi della comunità crittografica, ci troviamo a difendere la nostra tecnologia dai ben intenzionati ma mal guidati sforzi di politici che vogliono imporre nuove regole sull’uso della crittografia avanzata. Non voglio favorire questi sforzi facendo sembrare che sto cedendo su miei principi. Penso che l’articolo ha mostrato correttamente che non sono un ideologo dinanzi ad una tragedia di questa magnitudine. Ho riesaminato i miei principi nella veglia funebre di questa tragedia? Certamente l’ho fatto. Ma il risultato di questo riesame era lo stesso di quello che avevo durante gli anni del dibattito pubblico, in cui si diceva che la crittografia avanzata favorisce una società democratica piuttosto che danneggiarla, anche se può essere utilizzata dai terroristi. Leggi le mie labbra: non ho nessun rimpianto circa lo sviluppo del PGP.

Il quesito del se la crittografia avanzata debba essere limitata dal governo si discusse perr tutti gli anni novanta. Questo dibattito ha avuto la partecipazione della Casa Bianca, della NSA, della FBI, delle corti, del Congresso, dell’industria informatica, dell'accademia civile e della stampa. Questo dibattito ha preso completamente in considerazione la questione che i terroristi usino la crittografia avanzata, e difatti era il nocciolo della questione. Tuttavia, la decisione collettiva della società (sopra le obiezioni della FBI) era che nell’insieme, sarebbe meglio utilizzare la crittografia avanzata, priva di back doors governative. I controlli di esportazione furono abrogati e i controlli domestici furono eliminati. Ritengo sia stata una buona decisione, perché abbiamo guadagnato tempo e abbiamo goduto di un’ampia partecipazione di esperti stranieri. Sotto la presente pressione emozionale, se noi rovesciassimo precipitosamente questa decisione, ciò condurebbe soltanto a terribili errori che non solo ferirebbero la nostra democrazia, ma ne aumenterebbero anche la vulnerabilità dell'infrastruttura d’informazione nazionale.

Gli utenti del PGP dovrebbero essere assicurati che non acconsentirò a nessun back doors in PGP.

E’ considerevole osservare che ho solo ricevuto un solo pezzo della lettera di odio su questo soggetto. A causa di tutte le interviste della stampa, non ho avuto il tempo di preparare un'attenta risposta alla lettera di odio, così non ho proprio risposto.
Dopo che l’articolo è apparso, ho ricevuto centinaia di lettere di supporto, che sommergevano ogni due o tre minuti l'articolo del giorno.

Ho sempre gradito le buone relazioni con la stampa nel decennio scorso, specialmente con il Washington Post. Sono sicuro che la prenderanno meglio la prossima volta.

L'articolo in questione appare sul sito http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn/A1234-2001Sep20

-Philip Zimmermann
24 Settembre 2001
(Questa può essere fatta circolare ampiamente)